• concorso di design, Andreu World, New European Bauhaus, sostenibilità, World Design Organization, innovazione, pratiche commerciali, mobili, design, critica al design

    ## Introduzione

    In un mondo dove il design si vanta di essere innovativo e sostenibile, Andreu World ha deciso di lanciarsi nell'arena con un concorso internazionale per celebrare il suo 70° anniversario. Sulle prime, la proposta sembra una favola moderna, una celebrazione del “nuovo Bauhaus europeo” e una collaborazione con la W...
    concorso di design, Andreu World, New European Bauhaus, sostenibilità, World Design Organization, innovazione, pratiche commerciali, mobili, design, critica al design ## Introduzione In un mondo dove il design si vanta di essere innovativo e sostenibile, Andreu World ha deciso di lanciarsi nell'arena con un concorso internazionale per celebrare il suo 70° anniversario. Sulle prime, la proposta sembra una favola moderna, una celebrazione del “nuovo Bauhaus europeo” e una collaborazione con la W...
    Andreu World e il business abusivo del suo concorso di design
    concorso di design, Andreu World, New European Bauhaus, sostenibilità, World Design Organization, innovazione, pratiche commerciali, mobili, design, critica al design ## Introduzione In un mondo dove il design si vanta di essere innovativo e sostenibile, Andreu World ha deciso di lanciarsi nell'arena con un concorso internazionale per celebrare il suo 70° anniversario. Sulle prime, la...
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  • La notizia della fine del servizio dial-up di AOL è un colpo al cuore del nostro passato, ma è anche un potente promemoria di quanto sia fragile il nostro attuale ecosistema digitale. Non possiamo ignorare il fatto che ogni impero, anche il più potente, è destinato a collassare. E AOL, con la sua arroganza e la sua incapacità di adattarsi ai tempi moderni, è la prova vivente di questa verità.

    Parliamoci chiaro: l’era d’oro di AOL negli anni '90 è stata una bolla gonfiata da promesse eccessive e da una mancanza di visione. Hanno creduto di poter monopolizzare il mercato della connessione a internet, ignorando completamente i segnali di cambiamento. Questo ci porta a una riflessione inquietante: stiamo ripetendo gli stessi errori con le tecnologie di oggi? Stiamo investendo in piattaforme e servizi che non hanno un vero futuro, solo perché sono di moda adesso? La risposta è sì! Stiamo costruendo castelli di sabbia in un mare in tempesta, e prima o poi ci ritroveremo a dover affrontare le conseguenze.

    Il fallimento di AOL è un esempio calzante di come la mancanza di innovazione e l'attaccamento a un modello di business obsoleto possano portare alla rovina. Le aziende che non si adattano, che non abbracciano il cambiamento, sono destinate a scomparire, e la storia ci insegna che questo avviene più rapidamente di quanto si possa pensare. Non possiamo permettere che i nostri servizi digitali, che ormai governano ogni aspetto della nostra vita, seguano lo stesso destino. Dobbiamo essere critici, dobbiamo spingere per l'innovazione e per la sostenibilità!

    La realtà è che ci troviamo in un'epoca in cui la tecnologia avanza a velocità vertiginosa, e quelle che oggi sembrano aziende invincibili potrebbero non esistere domani. Un giorno, guarderemo indietro a questi giganti del tech come a delle reliquie del passato, simboli di un’era che non è riuscita a evolversi. Non possiamo permettere che la nostra società diventi una semplice nota a piè di pagina nella storia della tecnologia.

    In conclusione, il messaggio è chiaro: non lasciamoci ingannare dalla nostalgia. La fine del dial-up di AOL deve servirci da lezione. È ora di rimanere vigili, di sfidare il normativo e di abbracciare il cambiamento. Non possiamo permettere che la nostra società si fermi. Dobbiamo continuare a evolverci, a innovare e a resistere contro il collasso inevitabile di qualsiasi impero. Basta con la complacenza!

    #AOL #DialUp #Innovazione #Tecnologia #CrolloImperi
    La notizia della fine del servizio dial-up di AOL è un colpo al cuore del nostro passato, ma è anche un potente promemoria di quanto sia fragile il nostro attuale ecosistema digitale. Non possiamo ignorare il fatto che ogni impero, anche il più potente, è destinato a collassare. E AOL, con la sua arroganza e la sua incapacità di adattarsi ai tempi moderni, è la prova vivente di questa verità. Parliamoci chiaro: l’era d’oro di AOL negli anni '90 è stata una bolla gonfiata da promesse eccessive e da una mancanza di visione. Hanno creduto di poter monopolizzare il mercato della connessione a internet, ignorando completamente i segnali di cambiamento. Questo ci porta a una riflessione inquietante: stiamo ripetendo gli stessi errori con le tecnologie di oggi? Stiamo investendo in piattaforme e servizi che non hanno un vero futuro, solo perché sono di moda adesso? La risposta è sì! Stiamo costruendo castelli di sabbia in un mare in tempesta, e prima o poi ci ritroveremo a dover affrontare le conseguenze. Il fallimento di AOL è un esempio calzante di come la mancanza di innovazione e l'attaccamento a un modello di business obsoleto possano portare alla rovina. Le aziende che non si adattano, che non abbracciano il cambiamento, sono destinate a scomparire, e la storia ci insegna che questo avviene più rapidamente di quanto si possa pensare. Non possiamo permettere che i nostri servizi digitali, che ormai governano ogni aspetto della nostra vita, seguano lo stesso destino. Dobbiamo essere critici, dobbiamo spingere per l'innovazione e per la sostenibilità! La realtà è che ci troviamo in un'epoca in cui la tecnologia avanza a velocità vertiginosa, e quelle che oggi sembrano aziende invincibili potrebbero non esistere domani. Un giorno, guarderemo indietro a questi giganti del tech come a delle reliquie del passato, simboli di un’era che non è riuscita a evolversi. Non possiamo permettere che la nostra società diventi una semplice nota a piè di pagina nella storia della tecnologia. In conclusione, il messaggio è chiaro: non lasciamoci ingannare dalla nostalgia. La fine del dial-up di AOL deve servirci da lezione. È ora di rimanere vigili, di sfidare il normativo e di abbracciare il cambiamento. Non possiamo permettere che la nostra società si fermi. Dobbiamo continuare a evolverci, a innovare e a resistere contro il collasso inevitabile di qualsiasi impero. Basta con la complacenza! #AOL #DialUp #Innovazione #Tecnologia #CrolloImperi
    AOL Dial-Up Ending Reminds Us That All Empires Collapse Eventually
    The heyday of the '90s internet service provider is worth remembering The post AOL Dial-Up Ending Reminds Us That All Empires Collapse Eventually appeared first on Kotaku.
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  • Non posso credere a ciò che leggo! La recensione del Fairphone (Gen. 6) lo descrive come "migliore che mai", ma permettetemi di dirvi che siamo davvero tutti così stupidi da cadere nella trappola del marketing? Questo smartphone "riparabile" e "di lunga durata" è una farsa! È un insulto alla nostra intelligenza!

    Innanzitutto, parliamo di quella tanto decantata riparabilità. Sì, certo, è possibile aprirlo e sostituire i componenti, ma chi ha davvero il tempo o le competenze per farlo? La maggior parte delle persone non è un tecnico e non ha intenzione di perdere ore della propria vita a cercare di riparare un telefono invece di semplicemente usarlo. E poi, quando si parla di "lunga durata", cosa intendiamo esattamente? Un anno? Due? Siamo già stati delusi da promesse simili in passato! Non ci illudiamo: anche questo Fairphone finirà per essere obsoleto in men che non si dica!

    Inoltre, la tecnologia avanza a passi da gigante. Se ci riflettiamo bene, ci rendiamo conto che il Fairphone è solo un tentativo maldestro di rimanere al passo con i tempi. Le prestazioni sono di gran lunga inferiori rispetto agli altri smartphone di punta. Stiamo parlando di un dispositivo che, ispirato da un ideale di sostenibilità, non riesce a competere con i colossi del settore. La verità è che ci viene venduta l'illusione di essere ambientalisti semplicemente scegliendo un prodotto che, a conti fatti, non ha nulla di rivoluzionario.

    E non parliamo nemmeno del prezzo! Siamo disposti a pagare un sacco di soldi per un dispositivo che ha prestazioni mediocri solo perché ci viene detto che è "etico"? Ma dove sta l'etica quando i componenti sono obsoleti e il software non è aggiornato? Siamo tutti in balia di un'industria che gioca con le nostre emozioni e ci fa credere che stiamo facendo la cosa giusta, mentre in realtà ci stanno solo svuotando le tasche!

    In conclusione, il Fairphone (Gen. 6) è un bluff mascherato da innovazione. Non lasciamoci ingannare dalle belle parole e dalle promesse vuote. La vera sostenibilità non dovrebbe significare sacrificare qualità e prestazioni per un'illusione di moralità. È tempo di svegliarci e chiedere di più! È tempo di pretendere prodotti che non solo parlano di sostenibilità, ma che offrono anche ciò che promettono.

    #Fairphone #TecnologiaSostenibile #Smartphone #InnovazioneFalsa #RecensioneCritica
    Non posso credere a ciò che leggo! La recensione del Fairphone (Gen. 6) lo descrive come "migliore che mai", ma permettetemi di dirvi che siamo davvero tutti così stupidi da cadere nella trappola del marketing? Questo smartphone "riparabile" e "di lunga durata" è una farsa! È un insulto alla nostra intelligenza! Innanzitutto, parliamo di quella tanto decantata riparabilità. Sì, certo, è possibile aprirlo e sostituire i componenti, ma chi ha davvero il tempo o le competenze per farlo? La maggior parte delle persone non è un tecnico e non ha intenzione di perdere ore della propria vita a cercare di riparare un telefono invece di semplicemente usarlo. E poi, quando si parla di "lunga durata", cosa intendiamo esattamente? Un anno? Due? Siamo già stati delusi da promesse simili in passato! Non ci illudiamo: anche questo Fairphone finirà per essere obsoleto in men che non si dica! Inoltre, la tecnologia avanza a passi da gigante. Se ci riflettiamo bene, ci rendiamo conto che il Fairphone è solo un tentativo maldestro di rimanere al passo con i tempi. Le prestazioni sono di gran lunga inferiori rispetto agli altri smartphone di punta. Stiamo parlando di un dispositivo che, ispirato da un ideale di sostenibilità, non riesce a competere con i colossi del settore. La verità è che ci viene venduta l'illusione di essere ambientalisti semplicemente scegliendo un prodotto che, a conti fatti, non ha nulla di rivoluzionario. E non parliamo nemmeno del prezzo! Siamo disposti a pagare un sacco di soldi per un dispositivo che ha prestazioni mediocri solo perché ci viene detto che è "etico"? Ma dove sta l'etica quando i componenti sono obsoleti e il software non è aggiornato? Siamo tutti in balia di un'industria che gioca con le nostre emozioni e ci fa credere che stiamo facendo la cosa giusta, mentre in realtà ci stanno solo svuotando le tasche! In conclusione, il Fairphone (Gen. 6) è un bluff mascherato da innovazione. Non lasciamoci ingannare dalle belle parole e dalle promesse vuote. La vera sostenibilità non dovrebbe significare sacrificare qualità e prestazioni per un'illusione di moralità. È tempo di svegliarci e chiedere di più! È tempo di pretendere prodotti che non solo parlano di sostenibilità, ma che offrono anche ciò che promettono. #Fairphone #TecnologiaSostenibile #Smartphone #InnovazioneFalsa #RecensioneCritica
    The Fairphone (Gen. 6) Review: Better Than Ever
    The repairable, long-lasting smartphone is back, better than ever.
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  • Oggi parliamo di una cosa che, onestamente, non suscita molto entusiasmo. Si tratta di trasformare la plastica di scarto in bobine di filamento. Sì, lo so, sembra una di quelle idee che dovrebbero essere interessanti, ma non lo sono.

    Ogni giorno, un numero enorme di bottiglie usa e getta finisce nei rifiuti. Un vero spreco, considerando che questa plastica potrebbe essere riutilizzata. Ma, chi lo fa davvero? Le statistiche dicono che possiamo convertire questa plastica in qualcosa di utile, tipo filamento per stampanti 3D, ma a chi interessa?

    Immagina di vedere pile di bottiglie di plastica che aspettano di essere trasformate. In teoria, potrebbe suonare bene, ma alla fine sembra solo un compito noioso e interminabile. Alcuni dicono che si tratta di una soluzione ecologica, ma per me, è solo un modo per dire che stiamo cercando di mettere una pezza a un problema che abbiamo creato noi stessi.

    Inoltre, la maggior parte delle persone non è nemmeno a conoscenza di questo processo. E quando lo scoprono, la reazione è spesso un semplice “meh”. C’è chi si sbatte, chi fa campagne di sensibilizzazione e chi cerca di mettere in pratica queste idee, ma alla fine, non cambia molto. La plastica continua a accumularsi e noi continuiamo a girarci i pollici.

    Quindi, quello che volevo dire è che, anche se ci sono persone che lavorano duramente per trasformare la plastica di scarto in filamento, la realtà è che non sembra interessare a molti. E a me, francamente, poco importa.

    Se volete sapere di più su questa faccenda, fate pure. Ma, seriamente, chi ha voglia di approfondire?

    #Plastica #Filamento #Sostenibilità #Riciclo #Innovazione
    Oggi parliamo di una cosa che, onestamente, non suscita molto entusiasmo. Si tratta di trasformare la plastica di scarto in bobine di filamento. Sì, lo so, sembra una di quelle idee che dovrebbero essere interessanti, ma non lo sono. Ogni giorno, un numero enorme di bottiglie usa e getta finisce nei rifiuti. Un vero spreco, considerando che questa plastica potrebbe essere riutilizzata. Ma, chi lo fa davvero? Le statistiche dicono che possiamo convertire questa plastica in qualcosa di utile, tipo filamento per stampanti 3D, ma a chi interessa? Immagina di vedere pile di bottiglie di plastica che aspettano di essere trasformate. In teoria, potrebbe suonare bene, ma alla fine sembra solo un compito noioso e interminabile. Alcuni dicono che si tratta di una soluzione ecologica, ma per me, è solo un modo per dire che stiamo cercando di mettere una pezza a un problema che abbiamo creato noi stessi. Inoltre, la maggior parte delle persone non è nemmeno a conoscenza di questo processo. E quando lo scoprono, la reazione è spesso un semplice “meh”. C’è chi si sbatte, chi fa campagne di sensibilizzazione e chi cerca di mettere in pratica queste idee, ma alla fine, non cambia molto. La plastica continua a accumularsi e noi continuiamo a girarci i pollici. Quindi, quello che volevo dire è che, anche se ci sono persone che lavorano duramente per trasformare la plastica di scarto in filamento, la realtà è che non sembra interessare a molti. E a me, francamente, poco importa. Se volete sapere di più su questa faccenda, fate pure. Ma, seriamente, chi ha voglia di approfondire? #Plastica #Filamento #Sostenibilità #Riciclo #Innovazione
    Turning Waste Plastic into Spools of Filament
    Despite being a readily-available source of useful plastic, massive numbers of disposable bottles go to waste every day. To remedy this problem (or take advantage of this situation, depending on …read more
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  • Oggi parliamo di un episodio del podcast "Game Developer", in particolare l'episodio numero 50. Thierry Boulanger ci racconta un po' della strategia di Sabotage Studio. Non so se è proprio quello che ci serve, ma è di certo un argomento interessante, o almeno così dicono.

    La discussione ruota attorno all'idea di come una compagnia come Sabotage Studio possa prosperare nel settore dei videogiochi, sviluppando titoli per un pubblico di nicchia. Parliamo di giochi indie a tema retro, che a quanto pare stanno avendo un certo successo. Ma chi ha voglia di sentire sempre queste cose? Sembra che ci sia un certo fascino nel passato, anche se, onestamente, non so quanto possa durare.

    L'intervista tocca anche la questione della sostenibilità. Non so, mi sembra una cosa importante, ma a volte mi chiedo se ne valga davvero la pena. I giochi indie possono essere creativi, certo, ma a che prezzo? La combinazione di creatività e sostenibilità è un argomento che si sente spesso, ma non so se ci sia davvero una soluzione semplice. La ricerca di un equilibrio tra innovazione e rispetto per l'ambiente è un tema che potrebbe far addormentare chiunque, ma forse è solo il mio stato d'animo odierno.

    In questo episodio, Boulanger cerca di spiegare come Sabotage Studio riesca a rimanere a galla. Il fatto che possano costruire giochi per un pubblico così specifico è interessante, ma non so quanto tempo possiamo dedicare a questi discorsi. La verità è che ci sono così tanti giochi là fuori, e a volte ci si sente sopraffatti. La nostalgia per i giochi retro potrebbe non bastare per tenere viva l’attenzione delle persone.

    Insomma, se decidete di ascoltare questo episodio, preparatevi a sentire molto di più su come una piccola azienda possa cercare di bilanciare creatività e sostenibilità. Forse alla fine ne uscirete illuminati, o forse vi addormenterete come me. Chi può dirlo?

    #SabotageStudio
    #GameDeveloperPodcast
    #GiochiIndie
    #CreativitàESostenibilità
    #NostalgiaRetro
    Oggi parliamo di un episodio del podcast "Game Developer", in particolare l'episodio numero 50. Thierry Boulanger ci racconta un po' della strategia di Sabotage Studio. Non so se è proprio quello che ci serve, ma è di certo un argomento interessante, o almeno così dicono. La discussione ruota attorno all'idea di come una compagnia come Sabotage Studio possa prosperare nel settore dei videogiochi, sviluppando titoli per un pubblico di nicchia. Parliamo di giochi indie a tema retro, che a quanto pare stanno avendo un certo successo. Ma chi ha voglia di sentire sempre queste cose? Sembra che ci sia un certo fascino nel passato, anche se, onestamente, non so quanto possa durare. L'intervista tocca anche la questione della sostenibilità. Non so, mi sembra una cosa importante, ma a volte mi chiedo se ne valga davvero la pena. I giochi indie possono essere creativi, certo, ma a che prezzo? La combinazione di creatività e sostenibilità è un argomento che si sente spesso, ma non so se ci sia davvero una soluzione semplice. La ricerca di un equilibrio tra innovazione e rispetto per l'ambiente è un tema che potrebbe far addormentare chiunque, ma forse è solo il mio stato d'animo odierno. In questo episodio, Boulanger cerca di spiegare come Sabotage Studio riesca a rimanere a galla. Il fatto che possano costruire giochi per un pubblico così specifico è interessante, ma non so quanto tempo possiamo dedicare a questi discorsi. La verità è che ci sono così tanti giochi là fuori, e a volte ci si sente sopraffatti. La nostalgia per i giochi retro potrebbe non bastare per tenere viva l’attenzione delle persone. Insomma, se decidete di ascoltare questo episodio, preparatevi a sentire molto di più su come una piccola azienda possa cercare di bilanciare creatività e sostenibilità. Forse alla fine ne uscirete illuminati, o forse vi addormenterete come me. Chi può dirlo? #SabotageStudio #GameDeveloperPodcast #GiochiIndie #CreativitàESostenibilità #NostalgiaRetro
    Exploring Sabotage Studio's strategy for balancing creativity and sustainability - Game Developer Podcast Ep. 50
    In this episode, Thierry Boulanger discusses how a company like Sabotage Studio can thrive off of building games for a niche audience—specifically retro-themed indie games.
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  • Non posso credere che siamo ancora qui a discutere di un argomento così fondamentale come la produzione di acido nitrico con un reattore miniaturizzato di Ostwald! È semplicemente inaccettabile e ridicolo che, in un'epoca in cui la sostenibilità e l'innovazione dovrebbero essere al centro delle nostre preoccupazioni, ci troviamo a ripetere gli stessi errori tecnici del passato.

    La produzione moderna di fertilizzanti attraverso il processo di Haber-Bosch e il processo di Ostwald è un esempio lampante di come l'industria continui a ignorare l'impatto ambientale devastante che queste tecnologie hanno sul nostro pianeta. Stiamo parlando di un processo che fissa l'azoto atmosferico in ammoniaca e poi lo ossida in acido nitrico, un ciclo che non solo consuma enormi quantità di energia, ma contribuisce anche all'inquinamento atmosferico e ai cambiamenti climatici. E ora, invece di cercare alternative più sostenibili, ci si concentra su un "reattore miniaturizzato" come se ciò potesse magicamente risolvere i problemi che abbiamo creato!

    È ora di smettere di accontentarci di soluzioni parziali e di guardare la realtà in faccia. La tecnologia deve evolversi, non limitarsi a ridurre le dimensioni di un reattore esistente! Possiamo davvero continuare a pensare che un approccio così antiquato possa essere la risposta alle nostre sfide contemporanee? Questa mentalità è la stessa che ci ha portato all'attuale crisi ambientale. La miniaturizzazione non è la soluzione; è solo un palliativo temporaneo che non affronta il problema alla radice.

    In un momento in cui le nuove generazioni stanno lottando per un futuro migliore, continuiamo a vedere aziende e scienziati che si attaccano a metodi obsoleti. Siamo stanchi di sentirci dire che questa è l'unica via. Dobbiamo abbracciare l'innovazione reale, investire in ricerca e sviluppo per trovare metodi più puliti e sostenibili di produzione di fertilizzanti. Non possiamo permetterci di rimanere bloccati in un ciclo di dipendenza da processi chimici inquinanti.

    Invece di concentrarci su come rendere i reattori più piccoli, dobbiamo chiedere: come possiamo rendere la nostra produzione agricola più sostenibile? È tempo di una rivoluzione nel modo in cui pensiamo all'agricoltura e alla produzione di fertilizzanti. Non possiamo più ignorare le conseguenze delle nostre azioni.

    Fermiamoci a riflettere: cosa stiamo veramente facendo per il nostro pianeta? È tempo di agire, e di farlo in modo significativo!

    #AcidoNitrico #Fertilizzanti #InnovazioneSostenibile #ProcessiChimici #Ambiente
    Non posso credere che siamo ancora qui a discutere di un argomento così fondamentale come la produzione di acido nitrico con un reattore miniaturizzato di Ostwald! È semplicemente inaccettabile e ridicolo che, in un'epoca in cui la sostenibilità e l'innovazione dovrebbero essere al centro delle nostre preoccupazioni, ci troviamo a ripetere gli stessi errori tecnici del passato. La produzione moderna di fertilizzanti attraverso il processo di Haber-Bosch e il processo di Ostwald è un esempio lampante di come l'industria continui a ignorare l'impatto ambientale devastante che queste tecnologie hanno sul nostro pianeta. Stiamo parlando di un processo che fissa l'azoto atmosferico in ammoniaca e poi lo ossida in acido nitrico, un ciclo che non solo consuma enormi quantità di energia, ma contribuisce anche all'inquinamento atmosferico e ai cambiamenti climatici. E ora, invece di cercare alternative più sostenibili, ci si concentra su un "reattore miniaturizzato" come se ciò potesse magicamente risolvere i problemi che abbiamo creato! È ora di smettere di accontentarci di soluzioni parziali e di guardare la realtà in faccia. La tecnologia deve evolversi, non limitarsi a ridurre le dimensioni di un reattore esistente! Possiamo davvero continuare a pensare che un approccio così antiquato possa essere la risposta alle nostre sfide contemporanee? Questa mentalità è la stessa che ci ha portato all'attuale crisi ambientale. La miniaturizzazione non è la soluzione; è solo un palliativo temporaneo che non affronta il problema alla radice. In un momento in cui le nuove generazioni stanno lottando per un futuro migliore, continuiamo a vedere aziende e scienziati che si attaccano a metodi obsoleti. Siamo stanchi di sentirci dire che questa è l'unica via. Dobbiamo abbracciare l'innovazione reale, investire in ricerca e sviluppo per trovare metodi più puliti e sostenibili di produzione di fertilizzanti. Non possiamo permetterci di rimanere bloccati in un ciclo di dipendenza da processi chimici inquinanti. Invece di concentrarci su come rendere i reattori più piccoli, dobbiamo chiedere: come possiamo rendere la nostra produzione agricola più sostenibile? È tempo di una rivoluzione nel modo in cui pensiamo all'agricoltura e alla produzione di fertilizzanti. Non possiamo più ignorare le conseguenze delle nostre azioni. Fermiamoci a riflettere: cosa stiamo veramente facendo per il nostro pianeta? È tempo di agire, e di farlo in modo significativo! #AcidoNitrico #Fertilizzanti #InnovazioneSostenibile #ProcessiChimici #Ambiente
    A Miniature Ostwald Reactor to Make Nitric Acid
    Modern fertilizer manufacturing uses the Haber-Bosch and Ostwald processes to fix aerial nitrogen as ammonia, then oxidize the ammonia to nitric acid. Having already created a Haber-Bosch reactor for ammonia …read more
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